Isole.
Ecco quello che vedo ogni giorno.
In treno, metro, autobus. A piedi in giro per Roma.
Tanti individui persi nei loro pensieri,
isolati dal resto del mondo.
Te ne accorgi perché dalle loro orecchie spuntano degli auricolari.
Gli auricolari che gracchiano le musiche più disparate e improbabili.
A volumi disumani, talvolta.
A parte i volumi disumani, io sono uno di quelli.
Ho comprato il primo walkman durante il primo anno d'università.
Cerco di estraniarmi dal mondo da quasi 14 anni ormai e
in tutto questo tempo non ho potuto fare a meno di notare che
è aumentato considerevolmente il numero di persone che
ascoltano musica con lettori mp3, cd, cellulari, ecc.
Mi sono sempre considerato avulso da ogni moda e
ritrovarmi uniformato alla massa non è stato piacevole.
Anche se quello che più mi preoccupa la consapevolezza che
un numero sempre crescente di persone tende ad isolarsi
dal resto del mondo, ad accentuare la propria individualità...
"OGNUNO A RINCORRERE I SUOI GUAI
OGNUNO COL SUO VIAGGIO
OGNUNO DIVERSO
E OGNUNO IN FONDO PERSO
DENTRO I CAZZI SUOI"
28 novembre 2007
26 novembre 2007
Piccolo spazio, pubblicità

Il mio amico Flavio sta vivendo il suo anno zero
(come lo chiama lui): ha lasciato il suo lavoro
in una nota catena di fast food dopo otto anni,
ha vinto un concorso e, ultimo ma non meno importante,
è stato appena pubblicato il suo primo libro
(ne seguirà un secondo l'anno prossimo):
un libello sui pensieri contenuti nelle varie opere di Platone
riguardo la democrazia, ovvero una critica agli attuali sistemi di governo.
Nonostante si tratti di scritti vecchi di millenni,
sono di un'attualità sconcertante!
Se volete approfondire o siete semplicemente curiosi,
qui trovate altre informazioni.
Ad maiora!
19 novembre 2007
Queste parole andrebbero scolpite
Il Buongiorno di Massimo Gramellini
(da "La Stampa" del 13 novembre 2007)
Riprendiamoci lo Stato
Quei teppisti non sono l’Italia, sospira il Presidente della Repubblica, osservando avvilito dal Qatar le immagini dell’assalto ultrà alla caserma di Roma. Non c’è dubbio. Ma allora qual è l’Italia che in queste ore dà così misero spettacolo di sé nei telegiornali di mezzo mondo? Quell’Italia siamo anche noi giornalisti, che invece di dare la notizia dell’assassinio di un ragazzo al casello autostradale, annunciamo che è stato ucciso un tifoso.
Senza minimamente considerare l’effetto che una simile frase potrà provocare nella crapa bacata dei violenti in procinto di andare alla partita: la frequentazione quotidiana con le dichiarazioni volatili dei politici ci ha indotti a dimenticare il potere devastante delle parole.
Quell’Italia sono certi poliziotti sotto pagati e male addestrati, mandati allo sbaraglio da superiori che poi cercano goffamente di proteggerli: non ci è toccato addirittura ascoltare che all’agente «era partito un colpo»? Quell’Italia è uno Stato di diritto dove il diritto è un consiglio, una traccia, uno stato d’animo: i protagonisti della rissa all’autogrill non sono stati nemmeno denunciati. E il ragazzo ammazzato, per il solo fatto di essere una vittima, è diventato già un santo, anche se dentro l’auto in cui è morto gli amici suoi non tenevano bandiere e fischietti, ma coltelli, biglie e sassi. Quell’Italia sono migliaia di teste vuote e i loro genitori ed educatori, tv compresa, che non hanno fatto nessuno sforzo per riempirle con qualche valore che non fosse quotato in Borsa. Quell’Italia è il Paese dove non si arriva mai al fondo di niente e tutto rimane in superficie, a cominciare dai nervi. La calma è dei forti e noi siamo deboli, isterici, fragili: quindi agitati. Le istituzioni non producono progetti ma gesti dimostrativi, sull’onda dell’emozione, possibilmente in tempo utile per sbarcare nei tg. L’ultimo è vietare le trasferte ai violenti, il classico cioccolatino duro fuori e morbido dentro, dato che sono già previste decine di deroghe ed eccezioni. E la contestazione dell’aggravante di terrorismo ai teppisti di Roma? Al processo sarà sicuramente derubricata, ma intanto dà l’illusione di uno Stato che sa il fatto suo, mentre non sa nemmeno sfogliare un calendario, per cui annuncia solennemente che domenica i campionati si fermeranno, quando l’unico campionato che conta, la serie A, era già fermo di suo per la partita della Nazionale.
Quell’Italia è un governo che reagisce (male) alle disgrazie, ma non sa mai prevenirle. Dopo l’omicidio del poliziotto di Catania ci dissero: «Metteremo subito gli steward negli stadi come a Londra». Sono dieci anni che ci dicono che risolveranno il cancro degli hooligans come a Londra. Da quando a Londra lo hanno risolto, appunto. Adesso, un cadavere dopo, e nemmeno in uno stadio, veniamo a sapere che gli steward stanno finalmente per arrivare. Il primo marzo. Vale a dire fra quattro mesi. Forse sarebbe più appropriato travestirli da pesci e spostarli al primo aprile.
Quell’Italia rimane soprattutto un Paese dove piccole minoranze organizzate sottraggono alla maggioranza il diritto di esercitare i propri diritti. Succede nella politica, nelle professioni. E negli stadi. Atalanta-Milan è stata sospesa perché dieci - non mille non cento, dieci - premiati soci della casta ultrà, roteando un tombino appena divelto, minacciavano di invadere il campo. A nulla è servito che decine di migliaia di spettatori muniti di regolare biglietto li contestassero al grido fin troppo tenero di «Scemi scemi». Quei dieci hanno fatto valere le loro regole. Le regole di chi esercita la sopraffazione con la violenza, coperto dall’ombrello di un’impunità che dirigenti e giocatori di calcio - mossi da un unico istinto: la paura - hanno contribuito in questi anni a consolidare, offrendo loro biglietti, magliette e cene gratis. E quale senso di sicurezza trasmette il capo della polizia, quando di fronte a un’orda che arriva a transennare le strade di un quartiere della capitale, spiega di aver ritirato i suoi uomini per evitare che diventassero un facile bersaglio?
Ha ragione il Presidente: quei teppisti non sono l’Italia. Ma neanche quell’Italia può continuare a essere l’Italia in cui vogliamo abitare. L’Italia che sa punire i poliziotti che sbagliano e premiare quelli che lo meritano, anche se non hanno raccomandazioni in paradiso. L’Italia che estirpa i violenti dagli stadi e dalle strade. E non protegge le caste, ma le persone. Perseguendo gli individui e non generiche categorie sociali: i tifosi, i romeni. L'Italia a viso aperto. Tollerante, giusta, decisa. Senza ferocia. Ma senza paura.
(da "La Stampa" del 13 novembre 2007)
Riprendiamoci lo Stato
Quei teppisti non sono l’Italia, sospira il Presidente della Repubblica, osservando avvilito dal Qatar le immagini dell’assalto ultrà alla caserma di Roma. Non c’è dubbio. Ma allora qual è l’Italia che in queste ore dà così misero spettacolo di sé nei telegiornali di mezzo mondo? Quell’Italia siamo anche noi giornalisti, che invece di dare la notizia dell’assassinio di un ragazzo al casello autostradale, annunciamo che è stato ucciso un tifoso.
Senza minimamente considerare l’effetto che una simile frase potrà provocare nella crapa bacata dei violenti in procinto di andare alla partita: la frequentazione quotidiana con le dichiarazioni volatili dei politici ci ha indotti a dimenticare il potere devastante delle parole.
Quell’Italia sono certi poliziotti sotto pagati e male addestrati, mandati allo sbaraglio da superiori che poi cercano goffamente di proteggerli: non ci è toccato addirittura ascoltare che all’agente «era partito un colpo»? Quell’Italia è uno Stato di diritto dove il diritto è un consiglio, una traccia, uno stato d’animo: i protagonisti della rissa all’autogrill non sono stati nemmeno denunciati. E il ragazzo ammazzato, per il solo fatto di essere una vittima, è diventato già un santo, anche se dentro l’auto in cui è morto gli amici suoi non tenevano bandiere e fischietti, ma coltelli, biglie e sassi. Quell’Italia sono migliaia di teste vuote e i loro genitori ed educatori, tv compresa, che non hanno fatto nessuno sforzo per riempirle con qualche valore che non fosse quotato in Borsa. Quell’Italia è il Paese dove non si arriva mai al fondo di niente e tutto rimane in superficie, a cominciare dai nervi. La calma è dei forti e noi siamo deboli, isterici, fragili: quindi agitati. Le istituzioni non producono progetti ma gesti dimostrativi, sull’onda dell’emozione, possibilmente in tempo utile per sbarcare nei tg. L’ultimo è vietare le trasferte ai violenti, il classico cioccolatino duro fuori e morbido dentro, dato che sono già previste decine di deroghe ed eccezioni. E la contestazione dell’aggravante di terrorismo ai teppisti di Roma? Al processo sarà sicuramente derubricata, ma intanto dà l’illusione di uno Stato che sa il fatto suo, mentre non sa nemmeno sfogliare un calendario, per cui annuncia solennemente che domenica i campionati si fermeranno, quando l’unico campionato che conta, la serie A, era già fermo di suo per la partita della Nazionale.
Quell’Italia è un governo che reagisce (male) alle disgrazie, ma non sa mai prevenirle. Dopo l’omicidio del poliziotto di Catania ci dissero: «Metteremo subito gli steward negli stadi come a Londra». Sono dieci anni che ci dicono che risolveranno il cancro degli hooligans come a Londra. Da quando a Londra lo hanno risolto, appunto. Adesso, un cadavere dopo, e nemmeno in uno stadio, veniamo a sapere che gli steward stanno finalmente per arrivare. Il primo marzo. Vale a dire fra quattro mesi. Forse sarebbe più appropriato travestirli da pesci e spostarli al primo aprile.
Quell’Italia rimane soprattutto un Paese dove piccole minoranze organizzate sottraggono alla maggioranza il diritto di esercitare i propri diritti. Succede nella politica, nelle professioni. E negli stadi. Atalanta-Milan è stata sospesa perché dieci - non mille non cento, dieci - premiati soci della casta ultrà, roteando un tombino appena divelto, minacciavano di invadere il campo. A nulla è servito che decine di migliaia di spettatori muniti di regolare biglietto li contestassero al grido fin troppo tenero di «Scemi scemi». Quei dieci hanno fatto valere le loro regole. Le regole di chi esercita la sopraffazione con la violenza, coperto dall’ombrello di un’impunità che dirigenti e giocatori di calcio - mossi da un unico istinto: la paura - hanno contribuito in questi anni a consolidare, offrendo loro biglietti, magliette e cene gratis. E quale senso di sicurezza trasmette il capo della polizia, quando di fronte a un’orda che arriva a transennare le strade di un quartiere della capitale, spiega di aver ritirato i suoi uomini per evitare che diventassero un facile bersaglio?
Ha ragione il Presidente: quei teppisti non sono l’Italia. Ma neanche quell’Italia può continuare a essere l’Italia in cui vogliamo abitare. L’Italia che sa punire i poliziotti che sbagliano e premiare quelli che lo meritano, anche se non hanno raccomandazioni in paradiso. L’Italia che estirpa i violenti dagli stadi e dalle strade. E non protegge le caste, ma le persone. Perseguendo gli individui e non generiche categorie sociali: i tifosi, i romeni. L'Italia a viso aperto. Tollerante, giusta, decisa. Senza ferocia. Ma senza paura.
13 novembre 2007
Il vecchio Jack Burton...

Qui è Jack Burton del Pork-Chop Express che parla a chiunque sia in ascolto.
Come dicevo sempre alla mia ultima moglie, io mi rifiuto di guidare più veloce di quanto possa vedere e a parte questo è solo questione di riflessi.
I consigli del vecchio Pork-Chop Express sono preziosi,
specialmente nelle serate buie e tempestose,
quando qualche maniaco alto due metri e mezzo e con l'occhio sanguigno
vi artiglia il collo e vi pianta l'unica testa che avete
contro la parete di un bar chiedendovi se avete pagato il conto...
Voi fissate a vostra volta il primitivo negli occhi e
ricordatevi quello che il vecchio Jack dice sempre in casi come questi...
Domanda: 'Jack hai pagato il conto?'. 'Sì, ti ho spedito l'assegno per posta!'
Ragazzi con questo non voglio dire che sono un uomo di mondo e
che la vita per me non ha più segreti, anzi sono convinto che
il nostro pianeta ci riservi ancora molte sorprese e che
bisogna essere dei deficienti per credere che in questo universo siamo soli!
Che dire?
E' semplicemente uno dei film più divertenti che io conosca.
E che rivedo in continuazione... :)
Ah, se non l'avete mai visto, pentitevi:
si tratta di GROSSO GUAIO A CHINATOWN,
diretto da quel genietto di John Carpenter!
29 ottobre 2007
C'è Gigi?
Gigi sta bene.
Anche se ha trascorso mesi difficili.
Gigi è sommerso dal lavoro,
ma trova il tempo di rompere le scatole sul suo blog.
Gigi è forte.
E anche molto fragile.
Gigi si sente sempre in debito (ma non dovrebbe) quando
un amico gli fa un favore.
Gigi è permaloso.
Anche se meno di un tempo.
Gigi è orgoglioso.
Anche se ha poca autostima.
Gigi è multiforme e
ha lati del carattere (e pensieri) piuttosto contraddittori.
Gigi ha una passione sconfinata per la musica,
che lo sollevato e sostenuto nei periodi bui.
Gigi non scorda i suoi amici,
ma ha difficoltà a mantenere i contatti.
Gigi è tanto egoista.
Se ha tagliato i ponti con alcune persone,
ha avuto i suoi buoni motivi.
Gigi ha una memoria da elefante e
quando qualcuno gli fa un torto non se ne dimentica.
Gigi è affettuoso,
ma riesce ad essere freddo e spietato in alcuni momenti.
Gigi è ordinato.
Anche se la sua mente è un vero casino.
Gigi c'è (e ogni tanto ci fa)... La cremeria no! :)
Anche se ha trascorso mesi difficili.
Gigi è sommerso dal lavoro,
ma trova il tempo di rompere le scatole sul suo blog.
Gigi è forte.
E anche molto fragile.
Gigi si sente sempre in debito (ma non dovrebbe) quando
un amico gli fa un favore.
Gigi è permaloso.
Anche se meno di un tempo.
Gigi è orgoglioso.
Anche se ha poca autostima.
Gigi è multiforme e
ha lati del carattere (e pensieri) piuttosto contraddittori.
Gigi ha una passione sconfinata per la musica,
che lo sollevato e sostenuto nei periodi bui.
Gigi non scorda i suoi amici,
ma ha difficoltà a mantenere i contatti.
Gigi è tanto egoista.
Se ha tagliato i ponti con alcune persone,
ha avuto i suoi buoni motivi.
Gigi ha una memoria da elefante e
quando qualcuno gli fa un torto non se ne dimentica.
Gigi è affettuoso,
ma riesce ad essere freddo e spietato in alcuni momenti.
Gigi è ordinato.
Anche se la sua mente è un vero casino.
Gigi c'è (e ogni tanto ci fa)... La cremeria no! :)
28 ottobre 2007
18 ottobre 2007
13 ottobre 2007
C'è un tempo per ogni cosa
Sì, alla fine mi sono arreso all'evidenza:
ognuno di noi ha tempi e momenti diversi nella propria vita.
Sono arrivato tardi su alcune cose rispetto a molti,
e altre devo ancora raggiungerle, ma non smetto di cercare.
E va bene così, l'importante è vivere senza rimpianti.
Si è quello che si è grazie al proprio vissuto...
Ad maiora.
P.S.: amico mio, come vedi la pensiamo allo stesso modo. :)
ognuno di noi ha tempi e momenti diversi nella propria vita.
Sono arrivato tardi su alcune cose rispetto a molti,
e altre devo ancora raggiungerle, ma non smetto di cercare.
E va bene così, l'importante è vivere senza rimpianti.
Si è quello che si è grazie al proprio vissuto...
Ad maiora.
P.S.: amico mio, come vedi la pensiamo allo stesso modo. :)
12 ottobre 2007
07 ottobre 2007
Una serata speciale
Il concerto di Steve Hogarth a Cervia è stato meraviglioso.
Solo piano e voce. Un'intimità pazzesca.
Temevo che potesse risultare pesante e invece le due e ore e mezza (!)
sono volate e quando il concerto è finito
avevo voglia di ascoltare ancora molte altre canzoni...
Quello di ieri sera è stato uno dei concerti più emozionanti
a cui ho assistito in vita mia. Non esagero.
Ho avuto le lacrime agli occhi durante l'esecuzione di un pezzo e
svariati altri momenti di profonda emozione.
Le esecuzioni di canzoni dei Marillion riarrangiate con il pianoforte
hanno toccato le mie corde provocandomi brividi dietro la schiena
per tutto il tempo.
Ricorderò questa serata per tutta la vita.
"Only love will turn you around"
Solo piano e voce. Un'intimità pazzesca.
Temevo che potesse risultare pesante e invece le due e ore e mezza (!)
sono volate e quando il concerto è finito
avevo voglia di ascoltare ancora molte altre canzoni...
Quello di ieri sera è stato uno dei concerti più emozionanti
a cui ho assistito in vita mia. Non esagero.
Ho avuto le lacrime agli occhi durante l'esecuzione di un pezzo e
svariati altri momenti di profonda emozione.
Le esecuzioni di canzoni dei Marillion riarrangiate con il pianoforte
hanno toccato le mie corde provocandomi brividi dietro la schiena
per tutto il tempo.
Ricorderò questa serata per tutta la vita.
"Only love will turn you around"
02 ottobre 2007
... il profumo...

... dello shampoo alle mandorle è qualcosa che non dimenticherò mai...
e oggi per un attimo sono stato catapultato indietro nel tempo,
a due anni fa, in una bellissima giornata di primavera di inizio maggio...
su di un belvedere... attraversato da mille sensazioni diverse.
"La mano con cui stringeva il flacone emanava un profumo molto delicato, e quando la portava al naso e la fiutava, diventava malinconico, e per un attimo smetteva di camminare e si fermava ad annusare. Nessuno sa com'è buono in realtà questo profumo, pensava. Nessuno sa comè fatto bene. Gli altri si limitano a subirne l'effetto, anzi non sanno neppure che è un profumo che agisce su di loro e li affascina"
Patrik Suskind, Il profumo
01 ottobre 2007
Cantare la voce
Il raffreddore che ho avuto all'inizio di agosto ha avuto degli strascichi:
ho sofferto di afonia per una settimana circa.
Ma una volta riacquistata la voce, mi sono accorto che
non riuscivo a cantare.
Mi è stato detto di restate a riposo, di non forzare.
E resistere alla tentazione, non assecondare la passione del canto
è stata durissima!
Temevo di non riacquistare più lo smalto di prima perché
durante le prove con il gruppo perdevo la voce dopo un paio di pezzi.
Poi piano piano la voce è tornata a posto.
Il tutto ha coinciso con l'ascolto di un disco dei Queen, la settimana scorsa
(dopo quasi due mesi!),
quando ho iniziato a cantare sulle inimitabili armonie vocali.
Freddie Mercury è stato senza dubbio il mio maestro.
A pensarci bene, però, è anche l'assenza dell'aria condizionata
che ha favorito il ritorno alla normalità... :)
ho sofferto di afonia per una settimana circa.
Ma una volta riacquistata la voce, mi sono accorto che
non riuscivo a cantare.
Mi è stato detto di restate a riposo, di non forzare.
E resistere alla tentazione, non assecondare la passione del canto
è stata durissima!
Temevo di non riacquistare più lo smalto di prima perché
durante le prove con il gruppo perdevo la voce dopo un paio di pezzi.
Poi piano piano la voce è tornata a posto.
Il tutto ha coinciso con l'ascolto di un disco dei Queen, la settimana scorsa
(dopo quasi due mesi!),
quando ho iniziato a cantare sulle inimitabili armonie vocali.
Freddie Mercury è stato senza dubbio il mio maestro.
A pensarci bene, però, è anche l'assenza dell'aria condizionata
che ha favorito il ritorno alla normalità... :)
28 settembre 2007
How is your life today?
Un anno fa mi sono laureato.
Un momento bellissimo che non dimenticherò mai.
Il giorno dopo già mi chiedevo come sarebbe stata la mia vita
di lì a un anno.
Temevo di restare "immobile", incapace di trovare una strada.
Un laureato di 31 anni senza esperienza di lavoro
non ha molte chance.
Per fortuna, così non è stato.
All'inizio mi chiedevo cosa avrei fatto se mi
avessero messo a lavorare su qualche progetto,
dopo mesi a digiuno di programmazione.
Ma, come sempre, si è trattato di timori,
di sconfiggere l'inerzia iniziale.
Sì, è solo una questione di volontà: basta iniziare.
In questi mesi ho imparato moltissimo e
sto tuttora continuando a vedere cose nuove.
La nota positiva è che tutto questo mi stimola e
stuzzica la mia curiosità.
Mi ritengo fortunato di essere capitato in un ambiente di lavoro
tranquillo e circondato da persone carine e simpatiche.
Ora posso rispondere a quell'interrogativo:
la mia vita oggi non è molto diversa. Ma io sì. :)
Un momento bellissimo che non dimenticherò mai.
Il giorno dopo già mi chiedevo come sarebbe stata la mia vita
di lì a un anno.
Temevo di restare "immobile", incapace di trovare una strada.
Un laureato di 31 anni senza esperienza di lavoro
non ha molte chance.
Per fortuna, così non è stato.
All'inizio mi chiedevo cosa avrei fatto se mi
avessero messo a lavorare su qualche progetto,
dopo mesi a digiuno di programmazione.
Ma, come sempre, si è trattato di timori,
di sconfiggere l'inerzia iniziale.
Sì, è solo una questione di volontà: basta iniziare.
In questi mesi ho imparato moltissimo e
sto tuttora continuando a vedere cose nuove.
La nota positiva è che tutto questo mi stimola e
stuzzica la mia curiosità.
Mi ritengo fortunato di essere capitato in un ambiente di lavoro
tranquillo e circondato da persone carine e simpatiche.
Ora posso rispondere a quell'interrogativo:
la mia vita oggi non è molto diversa. Ma io sì. :)
15 settembre 2007
L'estate sta finendo...
... e un anno se ne va,
sto diventando grande
lo sai che non mi va.
Ve la ricordate? :)
Era il 1985. Con questo pezzo i Righeira vinsero il Festivalbar.
E le parole di questa canzone sono perfette per descrivere
il mio stato d'animo in questi giorni.
Ho avvertito il cambiamento di stagione nell'aria.
E' una sensazione precisa, netta.
La temperatura è alta e al sole fa caldo,
ma l'aria è diversa. Fresca, mi verrebbe da dire.
Tersa. Incapace di generare quell'alone di calore costante,
a volte insopportabile, asfissiante, soffocante.
Quell'aria che genera l'indolenza e il torpore
tipico delle prime ore del pomeriggio.
Me ne accorgo quando esco dalla doccia e
l'acqua calda mi secca la pelle del viso e
capisco che si sta avvicinando la mezza stagione,
quella che non c'è più nell'immaginario popolare e
che l'anno scorso ci ha tenuto compagnia da ottobre fino a maggio...
sto diventando grande
lo sai che non mi va.
Ve la ricordate? :)
Era il 1985. Con questo pezzo i Righeira vinsero il Festivalbar.
E le parole di questa canzone sono perfette per descrivere
il mio stato d'animo in questi giorni.
Ho avvertito il cambiamento di stagione nell'aria.
E' una sensazione precisa, netta.
La temperatura è alta e al sole fa caldo,
ma l'aria è diversa. Fresca, mi verrebbe da dire.
Tersa. Incapace di generare quell'alone di calore costante,
a volte insopportabile, asfissiante, soffocante.
Quell'aria che genera l'indolenza e il torpore
tipico delle prime ore del pomeriggio.
Me ne accorgo quando esco dalla doccia e
l'acqua calda mi secca la pelle del viso e
capisco che si sta avvicinando la mezza stagione,
quella che non c'è più nell'immaginario popolare e
che l'anno scorso ci ha tenuto compagnia da ottobre fino a maggio...
14 settembre 2007
Troppe cose a cui pensare...
... (e nessuna di queste è seria :) ) mi hanno fatto dimenticare che
questo blog è giunto al secondo anno di vita!
Un bel traguardo per quanto mi riguarda.
E vi dirò: ci sto prendendo gusto.
Ad maiora.
questo blog è giunto al secondo anno di vita!
Un bel traguardo per quanto mi riguarda.
E vi dirò: ci sto prendendo gusto.
Ad maiora.
09 settembre 2007
In The Flesh?

Sono andato a ripescare questo meraviglioso DVD dal vivo di Roger Waters:
oltre a contenere alcune sue composizioni da brividi,
sono presenti anche moltissimi dei classici dei Pink Floyd,
interpretati in maniera impeccabile.
Ma probabilmente il momento più bello di tutto il concerto
è l'esecuzione di Perfect Sense, con la voce femminile che
mi fa venire la pelle d'oca!
Eh sì, questo brizzolato signore ultracinquantenne ha scritto pagine indelebili della storia del rock...
08 settembre 2007
8 settembre

E' stato sufficiente rivederla perché tornassero a galla
quei sentimenti intensi che ho provato per lei.
Qualche mese non ha potuto cancellare certe sensazioni.
Avrei voluto parlarle, ma non avrebbe avuto molto senso,
se non quello di farmi del male:
le dissi addio e non ho alcuna intenzione
di tornare su sentieri già battuti, di voltare la testa indietro.
Mi è dispiaciuto, perché so che lei sarebbe stata contenta,
ma il mio egoismo sta assumendo proporzioni bibliche
(sperando che si tratti solo di un picco momentaneo) e
mai come in questo momento voglio solo la mia serenità.
Per fortuna il buonumore che
sembra stazionare da queste parti non è scomparso:
è una giornata tranquilla, con il clima ideale.
Un sabato di inizio settembre alla fine di una settimana
piuttosto impegnativa (al lavoro).
Un giorno particolare... l'8 settembre...
"Verrà un nuovo temporale e finirà l’estate
La quiete dei colori autunnali a riflettersi sulle strade e sugli umori
Come il dolce malessere dopo un addio
Poche le cose che restano alla fine di un’estate
La quiete dei colori autunnali si rifletterà sulle strade e sugli umori
Come il dolce malessere dopo un addio."
Franco Battiato / La Quiete Dopo Un Addio
07 settembre 2007
H

Gente, aiutatemi a diffondere la voce:
Steve Hogarth, il cantante dei Marillion,
verrà a suonare in Italia il 6 ottobre a Cervia,
in versione Natural: pianoforte e voce!
Sarà un concerto molto intimo e si preannunciano forti emozioni
(ho visto la scaletta del concerto svoltosi a Colonia ed è semplicemente paurosa!).
03 settembre 2007
24 agosto 2007
London!!!

Ho lasciato una parte del mio cuore a Londra.
Ho desiderato visitarla per tanti anni e
finalmente ho avuto l'occasione di vederla.
E' semplicemente meravigliosa!
Un mondo in una città: ogni quartiere è un villaggio a sé stante.
Incredibile.
Londra è tutto e il contrario di tutto.
Purtroppo cinque giorni sono troppo pochi.
Voglio assolutamente tornarci e visitarla con più calma.
Ci sono milioni di cose ancora da vedere e RIvedere.
Anzi, se fossi un po' più intraprendente, ci andrei a vivere...
P.S.: se siete curiosi, trovate l'album fotografico qui.
London, London
The memories will never leave me
London, London
All I see is you
London, London
The cries in the night
Keep bringing me to
London, London
Calling out to me
Queensryche / London
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